I dati

I dati sul numero di richieste di aiuto pervenute alla Fondazione dimostrano con chiarezza il costante e progressivo aumento, nel corso degli anni, del grado di conoscenza dell'organismo, sia in ambito bancario, sia nella società piemontese.
A fronte di 148 richieste di aiuto, includendo in esse sia le richieste di finanziamento sia quelle di semplice consulenza, registrate nel 1999, primo anno solare completo di attività, si è arrivati, con una tendenza sempre crescente (a eccezione del 2002), a 1.297 contatti nel 2009.
Correlativamente, sono aumentate le garanzie sui finanziamenti deliberati dalla Fondazione e le erogazioni effettuate. Per restare solo a queste ultime, a fronte delle 38 erogazioni del 1999, nel 2009 ne sono state effettuate 150. Complessivamente, fino al 31 dicembre 2009 si sono rivolti alla Fondazione 5.218 soggetti e i finanziamenti deliberati dalla Fondazione sono stati 920.
In termini assoluti, non si può fare a meno di rilevare come i numeri sopra indicati rappresentino, rispetto alla massa stimata di potenziali vittime d'usura o di soggetti a rischio da numerosi studi e ricerche, valori ancora modesti.
Alla Fondazione, in base allo Statuto, si possono rivolgere privati, quindi persone fisiche o famiglie, e imprese. La proporzione fra questi due gruppi risulta essere decisamente a favore delle famiglie o comunque di singoli privati.
Nell'anno 2009, ad esempio, sulle 1.297 richieste pervenute, 974 (il 75% circa) erano riconducibili a famiglie o persone fisiche, e soltanto 323 (il 25%) a imprese.
In ordine a questo dato bisogna tenere conto del fatto che le imprese in difficoltà possono giovarsi del parallelo canale dei consorzi di garanzia fidi.
Per quanto riguarda la fascia d'età dei richiedenti, oltre la metà dei soggetti rientra nella fascia media che va dai 36 ai 55 anni (3.092 richieste pari al 59% circa). I dati di una ricerca Eurispes appaiono conformi, posto che le vittime d'usura rientranti in tale fascia risultavano attestarsi sul 60% del totale.
I giovani (sino ai 35 anni) si attestano sul 19% circa, con 1.018 richieste di aiuto.
I soggetti con oltre 56 anni rappresentano il 19% del totale, con una netta prevalenza, tuttavia, dei soggetti con meno di 65 anni (973 richieste contro 283 degli ultrasessantacinquenni), e dunque, almeno in parte, ancora rientranti nella popolazione attiva.
Per quanto riguarda la distribuzione geografica dei richiedenti, la prevalenza dei residenti in provincia di Torino è assoluta, pari a circa l'84% dei casi. Il restante 16% si suddivide in modo sostanzialmente equilibrato tra le restanti province, con l'eccezione della provincia di Cuneo (seconda con circa il 4% di casi).
Al 31 dicembre 2009, a fronte di 5.218 richieste di aiuto o consulenza, la Fondazione Anti Usura CRT - La Scialuppa - Onlus ha deliberato complessivamente 920 di rilascio di garanzia operazioni, per un importo totale di finanziamenti pari a euro 13.460.458,06.
Questo significa che in circa il 18% dei casi analizzati, la Fondazione ha accertato la sussistenza dei requisiti per un finanziamento e si è espressa in favore della concessione della garanzia.
Nel restante 82% circa dei casi, dunque in quattro casi su cinque, le richieste sono state archiviate. La casistica delle archiviazioni presenta tre ipotesi:

  • casi che necessitano unicamente di assistenza consulenziale, o che comunque trovano una soluzione, definitiva o transitoria, attraverso la sola consulenza;
  • pratiche che vengono, per vari motivi, abbandonate dal cliente;
  • richieste effettivamente respinte per assenza dei requisiti.

    Per avere un quadro dell'incidenza delle tre ipotesi di archiviazione si può prendere ad esempio l'ultimo anno di attività analizzato, il 2009. Su 1.297 richieste di aiuto pervenute, 1158 (pari al 13% circa) sono state accolte dal Comitato di valutazione e deliberate dal Consiglio di amministrazione della Fondazione; 605 (oltre il 50%) non sono state accolte dal Comitato per carenza dei requisiti; 158 (13% circa) si sono risolte con la sola attività di consulenza; 270 (il 22% circa) sono state abbandonate dal cliente, mentre il restante 2% risultava ancora in istruttoria al 31 dicembre 2009.
    Sulle 920 operazioni complessivamente deliberate, escludendo quelle in corso di erogazione, ben 859, ossia il 93%, si sono tradotte in finanziamenti effettivamente erogati.
    In soli 61 casi il finanziamento non si è perfezionato, per rinuncia dell'interessato o perché la banca convenzionata lo ha rifiutato.
    La bassa incidenza dei rifiuti da parte delle banche conferma la validità dell'indagine sui requisiti operata a monte dall'apposito Comitato di valutazione della Fondazione.

     
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