Quando il protesto porta in secca
Due coniugi, entrambi pensionati, si rivolgono una prima volta alla Fondazione Anti
Usura CRT per la difficoltà di accesso ai canali di credito ordinari.
A causa di due protesti levati per assegni privi di copertura, infatti, i due non sono
più in grado di ottenere dal sistema bancario un prestito, nonostante le loro necessità
siano modeste, meno di euro 5.000 per saldare alcuni debiti con una loro parente,
che aveva necessità urgente di essere rimborsata pena il rischio di dover ricorrere a
sua volta agli usurai, e chiudere due esposizioni con una banca e con una finanziaria.
Il ricorso alla Fondazione appare quindi loro come l'ultima possibilità per risolvere la
situazione.
Nonostante il rilievo negativo costituito dai due protesti, la Fondazione decide di
accogliere la richiesta, in considerazione del fatto che le somme protestate risultavano
in seguito essere state pagate (anche con l'aiuto del figlio).
Inoltre, i due coniugi risultavano essere in regola con le spese fisse relative all'abitazione
e alle utenze, i debiti contratti non apparivano legati a un tenore di vita irresponsabile,
quanto a necessità oggettive (in particolare spese funerarie e per la riparazione
di una piccola roulotte), e, infine, l'esposizione debitoria era, come detto,
relativamente modesta. Ulteriore elemento favorevole, la disponibilità del figlio a
essere coinvolto come garante.
Si delibera quindi di offrire garanzia su un prestito di circa euro 4.500 a 60 mesi che,
estinguendo le posizioni debitorie in essere, consente di ridurre l'impegno mensile
dei coniugi di circa euro 75.
Trascorsi quasi due anni, nel corso dei quali il pagamento delle rate risulta regolare, i
due coniugi richiedono nuovamente l'intervento della Fondazione, anche in questo
caso per impossibilità, dovuta ai precedenti e anche a ragioni di età, di accedere al
credito ordinario.
L'esigenza di ricorrere a un nuovo prestito, in ogni caso ugualmente modesto, scaturisce
dalla necessità di fare fronte ad alcuni lavori di messa a norma della roulotte
posseduta e alle collegate sanzioni amministrative emesse dall'ente preposto. I richiedenti
non sono in grado di fare fronte autonomamente all'esborso dei circa
3.000 euro necessari, anche perché lo stesso figlio, che precedentemente li aveva
aiutati, versa ora in serie difficoltà, risultando protestato per oltre euro 1.000.
In considerazione dell'importo modesto e della regolarità nella restituzione del precedente
finanziamento, nonché di un leggero miglioramento delle condizioni economiche
dei coniugi, per effetto di integrazione della pensione a seguito di intervenuta
invalidità, la Fondazione delibera la concessione della garanzia sul nuovo prestito,
con un aggravio sugli impegni mensili di circa euro 60.
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